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“L’inciucio mediterraneo. Metafore, ipocrisie e prese per i fondelli nella società monocibista” |
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Scritto da Annavelia Salerno
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domenica 24 maggio 2009 |
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E’ un’interpretazione insolita della Dieta Mediterranea quella che Antonio Vacca, nutrizionista e cultore dei principi di vita dettati da Ancel Keys, offre nel suo ultimo saggio che si intitola “L’inciucio mediterraneo. Metafore, ipocrisia e prese per i fondelli nella società monocibista”.
Un libro che sfata diversi miti “alimentari”, primo tra tutti quello che considera Salerno e provincia la patria del modello alimentare che negli ultimi anni ne ha rappresentato il biglietto da visita in tutto il mondo. In realtà la situazione è totalmente diversa e molto meno rosea di quanto si possa immaginare. Secondo Vacca, infatti, benché la preziosa eredità di Ancel Keys sia un patrimonio da tutelare e per quanto possibile da seguire, quel modello di vita basato sul rispetto di semplici regole alimentari e corrette abitudini di vita è ormai solo un ricordo. C'è troppa confusione, ci sono troppi equivoci in merito alla dieta mediterranea, ma soprattutto ci sono troppi inciuci. “L’inciucio mediterraneo – spiega Vacca – è la tendenza a “pettegolare” mettendo al centro del dibattito sul cibo l’aggettivo ‘mediterraneo’, come se da solo questo appellativo bastasse a raggiungere il benessere, come se da solo equivalesse a mangiar sano e a vivere in forma”. In realtà, secondo il nutrizionista amico del compianto Carmine Battipede che seppe raccogliere ed attuare gli insegnamenti di Keys, il paradigma che generalmente viene chiamato “dieta mediterranea” è un modello frantumato, ormai introvabile, che è appartenuto alle comunità del Cilento interno, oggetto di studio negli anni ’50 per Ancel Keys e colleghi, ma del quale oggi non vi è più traccia. “Nel mondo, oggi, di cibo soprattutto si muore – ammonisce Vacca - si muore perché si mangia troppo o male, o si muore perché non si mangia affatto”. E’ questo uno dei numerosi paradossi che ruotano intorno alla dieta mediterranea: “Quelli più diffusi sono i dualismi – dice il nutrizionista - ossia una società che dimostra di avere una spasmodica necessità di bere acqua, ma poi al resoconto nutrizionista, paradossalmente le persone dimostrano di bere poco e di non curarsi affatto dell’idratazione corporea. I dualismi sono tra chi beve e chi non beve affatto, tra chi sciupa l’acqua e i contadini africani che non ne hanno nemmeno per irrigare…”. Naturalmente guai a lasciarsi andare ai pessimismi! Significherebbe continuare a sperperare un patrimonio già in frantumi ma che si può recuperare attraverso scelte strategiche dettate proprio dalla volontà di riappropriarsi nuovamente di ciò che appartiene di diritto al territorio salernitano. “La provincia di Salerno – sostiene infatti Vacca - terra bellissima e ricca di tantissime risorse, ora deve scommettere sul cibo, evitando in tal modo di buttare alle ortiche la possibilità di diventare la vetrina della cibicità scientifica e gastronomica, e perché no? anche chiedere il suggello Unesco per la dieta mediterranea, bene immateriale ma tuttavia di straordinario valore, e per questo da difendere e tutelare come uno dei tanti tesori di cui Salerno dispone”.
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